Noam Chomsky Educational

Appunti | BARTOLI: PSICOLOGIA DELLA CREATIVITA’. CONDOTTE ARTISTICHE E SCIENTIFICHE.


CAPITOLO PRIMO

LE ATTIVITA’ CREATIVE E I PROCESSI PSICOLOGICI DI BASE
Storia, metodologia, linee  di ricerca intorno alla struttura del pensiero creativo

 

  1. CREATIVITA’: liberazione di schemi vincolanti, autonomia, lotta tra conformismo, ribellione, potenziale comune a tutti, non tratto di personalità ma condotta. Non è tanto un tratto di personalità o un’abilità generale, piuttosto è una condotta risultato di varie caratteristiche personali e abilità cognitive soggette a variazioni anche in rapporto a fattori ambientali.

 

  1. PROCESSI PSICOLOGICI DI BASE:
  • BINET fu ideatore di test sulla creatività oltre a quelli sull’intelligenza, ma li esclude dalle prove sulle attitudini scolastiche.
  • GUILFORD invita a non trascurare la ricerca sulle abilità creative.

 

  1. la CREATIVITA’ è un costrutto complesso che copre varie dimensioni della condotta e si articola su realtà diverse. Produce:
  • IDEE , OGGETTI nuovi, appropriati, utili, funzionali con eleganza formale ai quali viene attribuito un VALORE: sociale, spirituale, estetico, scientifico, tecnologico e  un RICONOSCIMENTO: questo  può venire a mancare per invidia o conformismo.
  1. la CREATIVITA’ SITUATA è lo studio della creatività tenendo conto anche delle componenti del contesto e con l’osservazione diretta della condotta creativa ( artista al lavoro nel suo studio).
  1. la creatività può essere, sulla base dell’impatto che i singoli oggetti hanno sulla realtà:
  • primaria, con scoperte che trasformano dalle fondamenta il nostro modo di concepire la realtà e di percepire il mondo, cioè trasformazioni rivoluzionarie;
  • secondaria: con scoperte che estendono e applicano a nuove realtà principi e soluzioni già ideati.
  1. BONAIUTO descrive diverse forme di produzioni creative e diversi tipi di prodotti. Le MODALITA’ DI RELAZIONI FRA ELEMENTI DI UNO STESSO CONTESTO descritte da BONAIUTO,  sono: continuità o assimilazione,  opposizione,  contrasto, contraddizione, distacco.

Ciò avviene anche tra un nuovo elemento creato confrontato con il precedente: esempio il Rococò, nel 1700, improntato alla soddisfazione del piacere si opponeva al Barocco che era celebrazione della potenza.

  1. la creatività si presenta in CONTINUITA’ ARMONICA rispetto al modello. Nel DISTACCO l’opera è ALTRA rispetto al già dato. Nell’ASSIMILAZIONE c’è CONFORMISMO  rispetto ad un’ideologia dominante. Nel CONTRASTO c’è opposizione e dipendenza rispetto ad un’ideologia dominante

Pagina 28.

  1. le DISPOSIZIONI PSICHICHE che precedono l’ATTO CREATIVO sono:
  • guardare le cose con occhi ingenui come se fosse la prima volta,
  • cogliere le opportunità che si presentano per caso,
  • sicurezza interiore,
  • saper stabilire connessioni,
  • saper giocare con immagini ed idee,
  • trovare schemi familiari all’interni di quelli non familiari,
  • saper trovare conseguenze a largo raggio,
  • mantenere un’attenzione fluttuante tra il particolare e il generale, tra l’intuizione e la logicità,
  • ritardare la gratificazione,
  • sospendere il giudizio per l’apertura a nuove soluzioni,
  • avere preparazione nel proprio ambito creativo,
  • influenza dei fattori ambientali,
  • autodisciplina nel lavoro,
  • disponibilità al rischio,
  • tenacia dinanzi alla frustrazione,
  • motivazione,

Pagina 30.

  1. per la FILOSOFIA FENOMENOLOGICA il CREATIVO: ha slancio vitale, ha poteri intuitivi , sa realizzare un incontro autentico con la realtà. Per il filone PSICODINAMICO: c’è intuizione e autorealizzazione,  apertura all’esperienza, sicurezza interiore, capacità di giocare con i concetti. Per BRUNER il creativo sa suscitare sorpresa produttiva.

Pagina 31.

  • Tratti caratterizzanti la persona creativa sono: autodisciplina nel lavoro, capacità di ritardare la gratificazione, disponibilità ad assumersi rischi, tenacia nel fronteggiare ansia e frustrazione, indipendenza di giudizio e anticonformismo, tolleranza per l’ambiente, tolleranza per la contraddizione, tolleranza per l’irrealtà,ruolo sessuale non stereotipato,, motivazione a carattere intrinseco.
  • GENIO E FOLLIA.

Nell’immagine popolare c’è la convinzione di un legame stretto tra genio e Follia. In campo artistico a volte vengono usate sostanze psicotrope allo scopo di ampliare l’area della consapevolezza per arricchire immagini e fantasie. Per MASLOW la creatività è l’incontro fra le componenti psicologiche e il senso di realtà. Egli esclude ciò che sa di follia. Per LOMBROSO la genialità  è l’espressione di patologia mentale: la psicosi generativa. Per JASPERS non sempre la patologia mentale comporta la disgregazione totale dell’organizzazione psichica. Per GALTON il genio è ereditato: molte famiglie presentano in modo ricorrente, abilità speciali, Bach, Darwin e non ritiene che sia possibile un apporto di tradizione familiare.Vari studiosi affermano che non c’è correlazione tra creatività e malattia mentale che porta improduttività. Alcune forme di depressione Ipomaniacali  possono essere compatibili con la creatività.Per RICHARD E KINNEY le oscillazioni modeste del tono dell’umore favoriscono la produttività ideativa.Gli psichiatri escludono che la schizofrenia, forma di psicosi , favorisca i processi creativi. EYSENCHK distingue la psicosi, patologia conclamata dallo psicoticismo, cioè un SET di tratti della personalità misurabili che presenta una predisposizione alla patologia. Per HUDSON il fatto che genialità e follia siano appaiate è solo un pregiudizio. Per KATZ i due emisferi cerebrali presiedono a funzioni cognitive differenti:

  • l’emisfero sinistro al pensiero razionale strutturato dal linguaggio,
  • l’emisfero destro al pensiero visivo, associativo, analogico

 

Pagina 43.

  • il CREATIVO è dotato di talento personale ma è avvantaggiato da circostanze favorevoli. Alcune di esse sono:
  • comunicazioni e scambio di informazioni e di idee,
  • presenza di persone competenti, esterne al proprio ambiente;
  • presenza di luoghi di incontro informali a volte anche caotici;
  • stato di incertezza e di precarietà;
  • accesso a mezzi economici consistenti.

 

 

Pagina 37.

  • AMBIENTI CREATIVI, cioè insieme delle cose che stanno intorno, circostanze favorevoli fruibili nel luogo di afferenza, sono:
  • la FAMIGLIA con antidogmatismo educativo, rispetto per l’autoregolazione infantile, educazione non rigorosamente declinata al maschile e femminile, legami non troppo stretti fra genitori e figli. Le abilità divergenti non sono correlate  allo stato socio culturale ed
  • la SCUOLA  non sempre incentiva molto la creatività, i compagni hanno ostilità verso il compagno creativo che risponde con passività, aggressività, apatia o facendo il buffone.
  • Ambiente GEOGRAFICO – URBANISTICO – CULTURALE  con centri culturali ( la scuola di Tagore con lezioni all’aperto e musica , arte e danza  con la stessa importanza della scienza ) , istituti di fisica, laboratori di ricerca  biologica, istituto di immunologia di Basilea, convegni scientifici.
  • ORGANIZZAZIONI E AMBIENTI DI LAVORO: ricompense, controlli eccessivi,  competizioni limitano la creatività, l’autonomia, l’incoraggiamento al rischio, la sfida l’accrescono e incoraggiano tecniche che favoriscono la creatività: BRAINSTORMING, TECNICA della SINETTICA per produrre metafore e nuove idee, PROBLEMSOLVING creativo.
  • Ambiente delle reti informatiche, un ambiente non fisico, con uno spazio astratto: telefono, telefax, e.mail.
  • importante il ruolo del MANAGER . Secondo Teresa Amabile, se vuole promuovere processi innovativi nell’organizzazione deve usare quattro funzioni essenziali:
  • avere obiettivi chiari sul piano strategico, ma flessibili dal punto di vista operativo;
  • gestire le ricompense in modo adeguato non ignorandole ma nemmeno dando loro un grande valore;
  • valutare le prestazioni attraverso feedback  frequenti e costruttivi;
  • considerare il lavoro fatto: costruttivo, necessario.
  1. la PNL, programmazione neuro linguistica dice che i processi del pensiero dipendono da strutture mentali diverse da individuo ad individuo. Propone di modellare persone eccellenti per efficacia comunicativa, per capacità di lavorare in gruppo.
  1. Rappresentano programmi di training alla creatività: TECNICA DEL BRAINSTORMING: sospendere temporaneamente il giudizio e impegnarsi a produrre un gran numero di idee, TECNICA DELLA SINETTICA: favorisce negli allievi in TRAINING la produzione di analogie e metafore per reperire idee nuove, PROBLEM SOLVING CREATIVO : produrre idee inusuali attraverso l’applicazione sistematica di tecniche combinatorie fra più nozioni disparate.

 

  • IMMAGINI RELATIVE AL PRIMO CAPITOLO:
  • SEVERINI: cubista, Gereoglifico dinamico del BAL TABARIN al MOMA.
  • GUTTUSO: denuncia sociale rispetto al realismo drammatico della scuola espressionista  tedesca prima del nazismo con  PITTORE TURCATO E GATTO MOLOTOV.

 


CAPITOLO SECONDO

FENOMENOLOGIA DELLA CREATIVITA’

Da pagina 57 a pagina 94.

Condotta creativa nella sua totalità: funzioni psichiche e relazioni dinamiche analizzate secondo i criteri dell’osservazione fenomenologica.  Intervista a BUONAIUTO su percezione creativa e non solo pensiero creativo.

 

  1. La percezione non è rigida registrazione, ma strutturazione e ristrutturazione di stimoli; essa ha plasticità e potenziali elementi di creatività. Ciò si riscontra: nella prontezza ad accettare nuove informazioni, nella capacità di vedere vecchie informazioni da nuovi punti di vista. Nelle ricerche sul tema si sono preferite figure ambigue: CUBO di Necker, COPPA di Rubin.

Non c’è solo pensiero creativo, ma anche percezione creativa, cioè modo personale di vedere  le cose ed interpretarle, modo di organizzare la realtà.

 

  • i più creativi preferiscono:
  • figure asimmetriche,
  • poligoni complessi,
  • forme senza senso per una ricca produzione di idee.
  • Lavorare con materiale visivo,
  • Nei bambini manipolare oggetti tridimensionali.

 

  • in mancanza di stimoli la mente esplora modi alternativi.

 

  • condizioni del campo percettivo che si possono correlare al tema della creatività sono:le condotte creative attivate da: ambiguità, completamento, contraddizione, figure  mascherate ( I due ambasciatori di Hoblein il giovane );

Nella creatività artistica l’operatore può inserire di proposito questi fenomeni:

* memoria di esperienze: nella pittura Leonardo memorizza le immagini; ( lo

riporta nel TRATTATO DELLA PITTURA)

* l’immaginazione,

* la motivazione intesa come autoaffermazione, distruzione di ciò che è

conformismo, a conoscere, a muoversi ( teatro, danza oggi )..

Con il TRIONFO si può avere senso di superiorità, con l’ INSUCCESSO, insicurezza, sfiducia personale, con la RIVALSA si va verso il limite e la morte.

La tendenza artistica dell’informale porta a creare  con l’agire ( PITTURA D’AZIONE).

 

  • Il processo creativo rappresenta la capacità di concepire e produrre il nuovo, ma non scaturisce dal nulla, usa anche la funzione mnesica la selezione, l’organizzazione, la ristrutturazione di segmenti di   Pagina 62.

 

  1. per FREUD il sogno che è una particolare produzione immaginativa, rappresenta un desiderio insoddisfatto. Materiali di costruzione del sogno sono: i ricordi del passato recente, i ricordi dell’infanzia. Le IMMAGINI MENTALI e le FANTASTICHERIE sono forme tipiche di creazione di qualcosa che non c’è. Attività centrale nello studio della creatività è quella del Pensiero.

 

  • il pensiero ha particolari dimensioni: le abilità divergenti, il processo primario, il fenomeno dell’insight.

 

Pagina 64.

  • per GUILFORD il PENSIERO PRODUTTIVO è l’insieme dei meccanismi adatti ad affrontare i problemi di natura convergente risolvibili con regole codificate che richiedono buone capacità di ristrutturare in modo non banale i dati disponibili. INVENZIONE E PRODUZIONE DI NUOVE IDEE invece  derivano da forme di pensiero divergente le cui caratteristiche sono: flessibilità associativa, fluidità associativa, illogicità. Il pensiero divergente è il più adatto ad affrontare  PROBLEMI APERTI. Il pensiero creativo può essere accostato al concetto psicanalitico di processo primario.
  • Il Processo Primario è modalità di funzionamento psichico che ubbidisce al principio del piacere e prescinde dalla considerazione del principio di realtà, delle regole logiche, dei parametri temporali.
  • MOTIVAZIONI ALLA CREATIVITA’. L’attività del creativo è caratterizzata da un impulso a creare molto composito e derivato da molte motivazioni:
  • esigenza del costruire collegata all’autoaffermazione ( oggetto meta è figura singolare, rara, non banale),
  • conoscere, ( oggetto meta è raccogliere informazioni per costruire concetti);
  • bisogno di movimento corporeo ( DARWIN quattro anni e mezzo in giro sul BEAGLE per i continenti) ( Pollok e il DRIPPING: colore fatto gocciolare dall’alto sulla tela)

Pagina 70.

  • Stati emotivi molto intensi innescano, in situazioni molto particolari, le varie fasi del processo creativo. le EMOZIONI che si accompagnano alla condotta creativa sono:
  • curiosità, a volte accompagnata dalla paura dell’ignoto e dall’ansia che ne deriva,
  • sorpresa, paura dell’ignoto, ansia,
  • rabbia per gli ostacoli,
  • tristezza per l’inadeguatezza per il persistere delle difficoltà,
  • noia che spinge a creare

 

  1. Componenti affettive che caratterizzano la personalità del creativo sono:
  • sguardo ingenuo ( naif) del creatore che guarda con meraviglia,
  • sofferenza di chi non viene capito,
  • Ansia di tratto che è desiderio, anche doloroso di conoscere,
  • piacere nel realizzare le creazioni,
  • piacere nel successo,
  • piacere della scoperta.

 

  • i COGNITIVISTI affermano che i PROCESSI DI PENSIERO possono essere articolati in: modalità consapevoli, modalità inconsapevoli.

 

  • per FREUD i tre livelli di coscienza sono:
  • consapevoli al soggetto, CONSCIO vita psichica con processi chiari e evidenti,
  • preconsci, assai vicini alla soglia di coscienza, PRECONSCIO, oscuri alla capacità di coscienza del soggetto,
  • INCONSCIO con poche probabilità di affiorare alla coscienza.

 

  • NEISSER, che è cognitivista, afferma che abbiamo due modi di elaborare le informazioni che possono operare simultaneamente anche durante il sonno:
  • LINEARE, in modalità SEQUENZIALE, con piena coscienza,
  • PARALLELO, con attività cognitive multiple che si sovrappongono senza piena coscienza..

Queste due modalità possono operare insieme nell’individuo, sia durante il sonno che nella veglia.

  1. FREUD presenta due modalità di pensiero:
  • PROCESSO PRIMARIO tendente al soddisfacimento dei desideri, il PROCESSO PRIMARIO presenta forme di attività mentali di estrema mobilità di investimenti psichici con l’utilizzo dei meccanismi dello SPOSTAMENTO  e della CONDENSAZIONE,
  • PROCESSO SECONDARIO legato alla condizioni e ai limiti della realtà esterna  indipendente dagli eccessi di eccitamento psichico.

L’ETEROGENEITA’ dei PROCESSI  di PENSIERO  nell’attività creativa consiste  nel fatto che tutti i processi di pensiero su scritti contribuiscono alla produzione creativa.

  • le costruzioni immaginative degli artisti, degli scienziati e dei creativi in genere si intrecciano tra:
  • realtà concreta e
  • realtà fantastica soggettiva.
  • WINNICOTT si occupò del gioco infantile con la sua DOPPIA APPARTENENZA:
  • alla realtà materiale,
  • alla realtà soggettiva della fantasia

e lo considerò forma precoce  di attività creativa.

 

  • i percorsi che conducono alla scoperta sono operazioni cognitive per risolvere un problema. All’origine di ogni processo di scoperta c’è la motivazione alla conoscenza.

 

  • le operazioni cognitive per risolvere un problema sono, secondo WALLAS,
  • preparazione,
  • incubazione,
  • illuminazione o insight ,

 

  • STERNBERG indicò tre operazioni che possono far verificare l’INSIGHT:
  • codifica selettiva, cioè scegliere l’informazione giusta,
  • combinazione selettiva, cioè mettere insieme le componenti dell’informazione,
  • confronto selettivo, cioè confrontare le informazioni sul problema con altre precedenti già acquisite.

 

38.  per ROTHENBERG  i creativi hanno lo IANUSIAN ( da Giano ) cioè hanno la capacità di cogliere  e mettere insieme idee in apparenza contraddittorie, esaminando le questioni da ogni punto di vista.

 

  1. MERTON stabilì il concetto di SERENDIPITY come misto di abilità e fortuna che conduce a scoperte non programmate, ma felici ( si cercava qualcosa di diverso o in un altro modo ed ad esempio si è scoperta l’America, Fleming ha scoperto la penicillina, Pavlov il condizionamento classico.). Pagina 78.

 

  • per AUSTIN la CREATIVITA’ ACCIDENTALE è favorita da quattro forme di fortuna:
  • il puro caso, come contributo irrilevante,
  • la serendipità, il colpo di fortuna
  • la fortuna di essere bene informati, quando si hanno tante conoscenze
  • la fortuna costruita cioè la combinazione di conoscenze: abilità, duro lavoro.

Le forme più elevate di creatività si hanno quando le quattro forme contribuiscono in parallelo. Compito degli insegnanti è coltivare  tutti questi elementi.

 

  • FEYNMAN, ideatore della bomba atomica ma deluso per i risultati e l’uso, dice che l’ATTIVITA’ DI SCOPRIRE dà emozioni e sorpresa. Suggerisce di vedere oltre i pregiudizi e le illusioni selettive. Anche individui con un buon potenziale creativo possono avere inibizioni interne che non favoriscono il loro potenziale creativo. L’attività di scoprire ripaga per se stessa. Una emozione creativa che ha provato Feynman: prendere atto della finalità distruttiva della bomba atomica che ha creato. I conflitti inconsci sono i fattori di stimolo e di inibizione alla scoperta. Primo movente per il ricercatore è la scoperta della legge e dei principi su cui si fonda. Ciò che desta interesse è l’elemento anomalo.

 

  • per FREUD con la SUBLIMAZIONE, processo di trasformazione della materia grezza, da istinti e pulsioni aggressive si può approdare a simboli, oggetti di valore riconosciuto come l’arte e la scienza. Per altri autori gli impulsi riparativi hanno supremazia sui distruttivi.

 

  • per BION, la CREATIVITA’ è una forma di attività inconscia caratterizzata da allentamento dei legami della teoria di riferimento. Si hanno :
  • frantumazione di elementi,
  • riorganizzazione e
  • ricongiungimento attorno a un nuovo vertice.

 

  • le OPERAZIONI DEL CREARE sono:
  • valorizzare indizi non immediatamente evidenti ai più ed individuarne le funzioni,
  • connettere tali indizi e combinarli tra loro,
  • elaborare idee nuove, rispetto alla mentalità del gruppo.

 

  • per VANNI, nella sua monografia, la difficoltà del creativo è la dipendenza dal proprio maestro. L’allievo:
  • non si sente autore delle sue intuizioni,
  • sente di tradire il maestro se porta avanti un proprio progetto creativo.

 

  • IMMAGINI RELATIVE AL SECONDO CAPITOLO:
  • Teste di drago di Abravomic: l’autrice seduta ed immobile lascia scivolare per un’ora boa costrittori e pitoni sul suo corpo in una prova di resistenza nei confronti dell’alterità dell’animale;
  • Klein e l’Antropometrie che punta sulla valorizzazione del corpo.  Dal 1958 le modelle vengono usate come pennelli viventi, spalmate di vernice blu si adagiavano sulla tela in varie posizioni dando vita a dei quadri mentre Klein, vestito di uno smoking nero dirigeva un’orchestra in una monotona melodia. L’aspetto teatrale sposta l’attenzione dalla pittura alla performance.
  • I due ambasciatori di Holbein il Giovane: il teschio umano mascherato nell’anamorfosi ( oggetto di colore biancastro, ovale e in diversa prospettiva situato nella parte inferiore del dipinto) dà all’opera il significato di MEMENTO MORI nonostante ci siano nel dipinto segni esteriori di successo mondano; L’ambasciatore di sinistra appare sicuro di sé e soddisfatto del consenso. Completamente differente il significato che traspare dalla figura dell’ambasciatore di destra.
  • senza titolo di Garau: dietro due quadrilateri rossi si completano, in modo illusorio quattro rettangoli di diverso colore.

 

  • nell’INTERVISTA A GABRIELE BONAIUTO emerge che per lui creatività è TRASFORMAZIONE DI MATERIE PRIME per REALIZZARE un PRODOTTO UNICO, IMPREVEDIBILE. ORIGINALE e coinvolgente dal punto di vista emotivo. CREARE significa sottrarre qualcosa al suo sicuro processo di morte. Vincoli tecnici di mancata empatia, economici a volte possono ostacolare, a volte possono incentivare la creatività. Il pubblico è rimosso nel momento creativo, ricompare come verifica del nostro lavoro. Diversi campi del sapere possono collaborare ad una creazione. Creativo è colui che guarda la realtà da un punto di vista differente, che scruta la realtà e le sue componenti per capire quali componenti, trasformate, possano esprimere contenuti originali.

 

  • Nel processo creativo è utile procedere con senso di sicurezza. La debolezza deriva dalla scarsa autostima.

 


Capitolo 3

CREATIVITA’ ARTISTICA E CREATIVITA’ SCIENTIFICA

Creatività degli artisti, creatività degli scienziati. Differenze del loro operare ma anche analogie. Possibilità di coesistenza  delle due forme creative.

Da pagina 95 a pagina 162.

 

  • L’ARTE è una forma di attività umana regolata da tecniche e fondata sull’esperienza. I prodotti sono oggetti di giudizio di valore, di reazioni di gusto. E’ un velo più che uno specchio.

 

  • la SCIENZA è la conoscenza esatta e ragionata fondata:
  • sull’osservazione dei fenomeni,
  • sulla scorta delle leggi che li regolano,
  • sul controllo delle variabili,
  • sulle capacità di previsione.

 

  • Per MASSIRONI ARTE e SCIENZA devono restare separate e lo dice anche nel suo libro Arte e scienza. Pagina 97.
  • RITA LEVI MONTALCINI osserva che in passato c’era l’abitudine di considerare l’attività dello scienziato secondo il POSITIVISMO per rilevare le leggi del mondo naturale e dell’artista secondo l’IDEALISMO , la realtà è apparente e l’arte è creazione dal nulla. Si deve invece allo STRUTTURALISMO il riportare arte e scienza  a medesimi meccanismi psichici. Pagina 102
  • con GALILEI si ha l’inizio della scienza moderna, nel 1600 acquista potere con NEWTON.
  • ARIETI fa due diversi ritratti: artista: produce immagini, le fa emergere e dà loro forma concreta, scienziato pensa in modo astratto e razionale.
  • per ANNE ROE i FISICI fanno capo al processo secondario e gli ARTISTI al processo primario.
  • per KOHUT, psichiatra e psicanalista viennese emigrato in USA per motivi razziali che studiò gli stadi bordeline della mente e le dinamiche della creatività nel loro rapporto con la componente narcisistica della personalità, sia in arte sia in scienza si può creare il nuovo o riflettere qualcosa di preesistente. Non si può modificare un’opera d’arte da parte di un altro artista neanche per migliorarla, si può però modificare una teoria scientifica per opera di un altro scienziato. Diverso è anche il modo di porsi davanti al proprio pubblico:
  • l’artista, sempre orientato alla continua apertura di problemi, deve far procurare un’emozione,
  • lo scienziato una volta raggiunta la soluzione, considera esaurito il suo compito e chiuso il problema. Deve far cogliere una relazione, una legge mettendo l’interlocutore in grado di applicarla con una fluidità maggiore.
  • nell’ADORAZIONE DEI MAGI di LEONARDO DA VINCI , appartenente al periodo fiorentino e rimasta incompiuta per la partenza di Leonardo per Milano c’è:

* totale indipendenza dai modelli della tradizione toscana e del Medioevo,

* i personaggi riaffiorano dalla penombra,

* disegno con tratti rapidi e decisi che danno forma alle figure,

*  chiaroscuro che dà alle figure movimento e vita.

 

  • il processo creativo cui si rifanno arte e scienza è unico. Componenti comuni agli artisti e agli scienziati sono:
  • entrambi attingono a modalità inconsce di funzionamento della mente,
  • entrambi danno rappresentazioni del mondo visibile ed invisibile,
  • entrambi giocano con elementi della natura: spostare, riorganizzare, disordinare,
  • entrambi hanno la finalità comune di possedere la realtà,
  • entrambi hanno la capacità comune di pensare per immagini e produrre metafore,
  • entrambi hanno l’inclinazione comune alla bellezza e alla funzionalità intesa come valenza estetica.

 

  • MESNER usa la metafora del FLUIDO. C’è un’identità, in senso metaforico, il fluido magnetico universale comune a tutti i viventi che passa, sempre in senso metaforico dalle mani del terapeuta a quelle del paziente producendo effetti salutari.
  • Per VITRUVIO, nel DE Architettura, dedicato ad Augusto, l’architettura è efficace nella realizzazione simultanea di tre finalità:
  • durata nel tempo,
  • funzionalità

 

VITE DI ARTISTI E DI SCIENZIATI:

  • LEONARDO DA VINCI: 1452/1519. Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, inventore.

Omo senza lettere, mancino con scrittura da destra a sinistra,

Amava l’osservazione diretta, esplorava il mondo naturale nel modo più obiettivo possibile aveva uno stretto legame fra arte e scienza.

Usava la tecnica dello sfumato, del chiaroscuro,  per dare l’impressione di indeterminato e di apertura interpretativa. Nel disegno tracciava tante linee e con uno stilo alla fine calcava la più soddisfacente. Amava stare in solitudine per coltivare il pensiero. Concentrarsi, riflettere. Aveva un interesse illimitato per la natura,  per la regola, per l’anomalia, Quando dipingeva lo scopo   della pittura era mostrare ciò che si era trovato e non ciò che si stava cercando.

 

  • DARWIN : 1809/1882 Era malaticcio, considerava l’uomo originato da animali più che da intervento divino ed era in contrasto con la chiesa. Realizzò un viaggio in cui toccò diversi continenti, per 4 anni e mezzo,  ebbe una vita da naturalista e tenne un diario di bordo.

Osservò gli stadi di sviluppo del suo primogenito e scrisse i primi contributi  scientifici di psicologia dello sviluppo. Tenne un diario per due anni sui progressi del figlio. Il caso per lui non era disordine, ma azione meccanica del tempo, forza della natura.

Ha teorizzato la teoria dell’evoluzione, attraverso la :

  • lotta per la sopravvivenza,
  • la selezione naturale,
  • i caratteri della specie.

Ha scritto  tantissimo, era ipocondriaco, di umore labile perennemente preoccupato del giudizio altrui. Ciò ha provato che il lavoro creativo può coniugarsi con le nevrosi.

Il metodo di lavoro di Darwin è il seguente:

  • Sistematicità nelle procedure con scansioni temporali molto nette
  • e lunghi periodi di latenza.

Le fasi del suo metodo di lavoro sono:

  • osservazione e raccolta dati,
  • riflessione,
  • interpretazione,
  • codifica,
  • pubblicazione dei risultati.

Darwin era del tutto indipendente nelle condotte. Scrisse l’origine della specie. Le sue intuizioni più creative furono:

  • Lotta per l’esistenza ( muoiono alcune specie, ma ne nascono altre ),
  • ambiente ( esercita una selezione ),
  • variazioni fortuite negli individui.

 

  • POINCARE’: 1854/ 1912

Bambino precoce, fu matematico e fisico, produsse interi fogli di calcolo di getto.

Per lui, la logica prova ciò che l’intuizione ha prefigurato, forma particolare di intuizione è il SENTIRE che permette le invenzioni

Le sue scoperte sono date da creatività per distacco.  Ha interesse per l’insight   prodotto da operazioni inconsce del pensiero e  ammirazione per la bellezza. Non ha memoria visiva e perciò ha difficoltà nell’apprendimento meccanico, ha però memoria a lungo termine con un grosso bagaglio di informazioni.

Per lui il LAVORO SCIENTIFICO CREATIVO si fonda  su:

  • selezione dei problemi,
  • eliminazione del superfluo,
  • attenzione prima alla forma e poi al modo di superare le difficoltà.

Operava in un clima di serendipità. Il lavoro scientifico per lui si svolgeva con:

  • la selezione appropriata del problema,
  • l’eliminazione del materiale superfluo,
  • l’attenzione prima alla forma e poi al modo in cui si potevano superare le difficoltà tecniche.

 

  • EINSTEIN: 1879/1955

Fu un bambino tardivo, di famiglia ebraica:  la sua indipendenza di pensiero gli inimicava i professori: egli  teorizzò  la teoria della relatività e ottenne  il premio Nobel, nel 1922. Non nutriva  simpatia per la psicanalisi.

Come POINCARE’ dà importanza alla modalità intuitiva del pensiero che intende, anche lui, come un sentire per la natura. Non è d’accordo con POINCARE’ nel considerare centrale l’immaginazione visiva, il suo interesse, infatti, è rivolto a processi del pensiero più che all’insight che interessava invece Poincaré Si distaccò anche da lui perché considerò centrale l’immaginazione visiva valorizzando il ruolo delle immagini mentali nei processi di invenzione creativa. Dava  attenzione alla meraviglia e al valore estetico, inteso come delicato setaccio che lascia trascorrere via tutto e trattiene solo le belle combinazioni delle idee.

Formulò la teoria della relatività ristretta massa è equivalente a energia. La massa si trasforma in energia producendo l’energia nucleare delle bombe e dei reattori. L’energia si trasforma in massa negli acceleratori per produrre particelle elementari.

 

  • PABLO PICASSO: 1881/1973.

Fu iniziatore ed interprete del CUBISMO, processo di ricerca volto a valorizzare le diverse facce della realtà anche nella propria coscienza. Nelle opere egli comunica anche violenza ed aggressività;  l’artista, secondo lui,  può scegliere molteplici stili per esprimersi. Tipica l’ espressione in GUERNICA.

La sua prima mostra personale fu  nel 1900 nella taverna i quattro gatti,

Il suo primo CUBISMO è analitico con le Demoiselles d’Vvignon: usa la tecnica di manipolazione; così si hanno più vedute da diversi punti di vista.

Il suo cubismo diventa poi  sintetico quando le parti collages vengono  ricostruite producendo violente deformazioni ( naso al posto della bocca…).

Inesauribile produttore di immagini usa:

  • Molteplicità stilistica,
  • eterogeneità,
  • contraddizione,
  • espressività di violenza,
  • realtà artistica e realtà naturale,
  • rappresentazione della realtà in fieri, non l’unica faccia della realtà ma anche le parti non visibili ma presenti nella nostra coscienza.

 

  • ESPERIMENTO DI GOMBRICH ( 1954 ). Opera TRE GRAZIE di BOnnencontre, viene presentata agli osservatori in due versioni, una originale di stile realista e l’altra sovrapponendo all’originale una lastra ondulata. E’ questa che piace di più e suscita interesse e apprezzamento artistico perché meno definita. Le situazioni indefinite ed ambigue dal punto di vista percettivo suscitano emozioni di ansia e tensione, ma anche interesse e curiosità.

 

  • CONCLUSIONI:

In tutti, scienziati ed artisti c’è un interrogare il mondo, un cercare le risposte più adeguate,  una voglia di perseguire tenacemente gli obiettivi, di imparare dagli errori, di intraprendere vie mai tentate.

C’è unicità dei processi psichici.

In tutti c’è lo sguardo rivolto alla natura non solo per contemplarla ma anche per capirla, c’è in tutti il gusto di ordinare in maniera nuova il costruire.

Gli artisti e gli scienziati sono diversi  perché:

  • elaborano diversamente realtà esterne e interne,
  • hanno diverse tipologie di pensiero, di coinvolgimento affettivo, personalità, condotte operative.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *