lettere_latine Educational

Appunti di latino | Come scrivevano le lettere gli antichi Romani


I Romani scrivevano spesso lettere sotto forma di:
• epistulae,
• litterae
sia per scambiare messaggi privati sia per le comunicazioni ufficiali.

Con le lettere private si davano notizie ai parenti e agli amici e, con le risposte, se ne ricevevano.
Erano queste le litterae amicales.

Altre lettere di tipo privato erano;
• le lettere d’amore,
• di augurio,
• di congratulazione,
• ma anche di condoglianza e di consolazione: le cosiddette litterae consolationes.

Le lettere erano anche il mezzo di comunicazione per i commercianti in viaggio, per i militari, per i magistrati in servizio nelle province.
Le epistolae erano scritte materialmente da un incaricato: il servus ab epistulis o amanuensis su fogli di papiro legati con una cordicella e con un sigillo.
Nello scrivere le lettere si usava uno stile codificato e delle formule convenzionali.
In apertura, come se fosse un’intestazione, si metteva:
• il nome del mittente al caso nominativo,
• il nome del destinatario in dativo,
• i saluti con delle sigle: “s.” “salutem”, “s.d.”, “salutem dicit”, “ s. p. d.”, “ salutem plurimam dicit”.
In seguito si usava una formula di cortesia, a mo’ di sigla: S.V.B.E.E.Q.V. (se stai bene, anche io sto bene).
Per il commiato si ricorreva ad altre formule:
• Cura ut valeas,
• fac valeas,
• Vale,
• Valete
e cioè vedi di star bene stammi bene, state bene.

La lettera era chiusa dall’indicazione del momento e del luogo di consegna al corriere, cioè al tabellarius con una sigla, in ablativo: “data”, cioè “consegnata”, in ablativo assoluto. Da questo Data viene fuori l’uso della parola “data” come intestazione di una lettera o di un compito.
Dopo la data si metteva il giorno e il mese, ma non l’anno, piuttosto il nome del Console in ablativo assoluto e il luogo in genitivo locativo o ablativo di provenienza.