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Arte, cultura e gemellaggi internazionali


Progetto Van Gogh

È trascorso qualche anno da quando iniziai un progetto di gemellaggio scolastico internazionale. Il progetto prevedeva uno scambio tra studenti di Italia e Olanda.
La prima cosa che saltava all’occhio, a me e agli altri colleghi che si erano imbarcati in quest’avventura, era l’impressione che ci faceva l’organizzazione olandese, a fronte della disastrata situazione scolastica che noi vivevamo quotidianamente, affogati com’eravamo e siamo, di fatto, nei meandri di una burocrazia utile solo a replicare se stessa.

Van Gogh Project 2013

Poiché lo scambio del 2013, organizzato ancora una volta tra mille difficoltà e senza fondi, è stato per i colleghi olandesi la loro “migliore esperienza di sempre da 11 anni a questa parte”, credo sia venuto il momento di questa riflessione.

Ora posso dire con certezza che nella scuola rappresentavamo un’avanguardia.

In seguito al primo scambio, all’epoca giusto una cosa da pionieri, è stato un fiorire di progetti “interculturali”, alcuni dei quali sponsorizzati anche a livello nazionale.

Bene, cosa è cambiato in questo lasso di tempo?

Una cosa fra tutte: la consapevolezza che in Italia abbiamo un potenziale e un patrimonio immensi, gestiti malamente da persone incompetenti o da affaristi della domenica, che non sanno o non possono adottare una progettualità più lungimirante.

Esempio: i reiterati crolli di preziosissime porzioni di fabbricato in quel di Pompei. A scuola del resto, potrei rimarcare ancora una volta che sono in attesa dal 2006 di un laboratorio d’arte, ma niente da fare: dopotutto siamo la nazione col più alto patrimonio artistico del mondo, perché insegnare a produrne ancora?!

Al di là della facile ironia, è proprio questo il punto: perché una nazione così ben organizzata come l’Olanda è interessata ai gemellaggi con l’Italia?

Di noi e delle nostre scuole dicono che “sembrano dei container”.

Quando ci si confronta per organizzare i programmi degli scambi, gli olandesi lamentano tempi lunghissimi per ricevere le nostre risposte ufficiali. Questo poiché si tratta di decisioni che nessuno può prendere in autonomia, che vengono rimandate sempre a terzi soggetti, in una scala gerarchica che sembrerebbe non avere mai fine.

Quando si discute, gli olandesi rimarcano il fatto che da noi nulla funzioni come dovrebbe: i mezzi pubblici, l’organizzazione scolastica (o comunque l’organizzazione in generale), non sono efficienti e i nostri meccanismi burocratici e gerarchici gli risultano incomprensibili.

Dicono che siamo indolenti, confusionari, complicati e difficili da capire. Sono convinti del fatto che, se in Italia le cose vanno come vanno (e vanno male), questo dipenda in gran parte dalla nostra incapacità.

Poi però vogliono venire in Italia.

Ecco allora l’acquisizione di consapevolezza.

Mi chiedo: ma io, andrei a vivere in Olanda? Un paese dove tutto funziona: scuole, uffici pubblici, trasporti. Un paese che è riuscito a strappare buona terra da coltivare addirittura al mare.

La risposta è no.

Mi torna utile capire come facciano alcune cose, questo sì, ma per il resto non scambierei il mio paese con un altro, per nessuna ragione al mondo.

Sole, buon cibo, natura, storia e arte: ecco il nostro oro. Oro fuso.

Quando capiremo che dobbiamo imparare a gestire quello che abbiamo, cacciando dai ruoli chiave gli incompetenti di cui sopra, non avremo altro da fare. In questo senso siamo una delle più ricche nazioni del mondo. Occorre acquisire questa consapevolezza e imparare a gestire questi patrimoni come fosse una priorità assoluta.

Ho organizzato il mio gemellaggio con questo spirito e senza un quattrino: arte, storia, natura e tanta collaborazione con le famiglie degli studenti. Ecco la ricetta.

Gli olandesi hanno dichiarato che è stata la loro migliore esperienza di gemellaggio internazionale.

Un aneddoto su tutti: volendo prenotare l’ingresso per una visita al Colosseo, scopro che non esiste un sito internet ufficiale: più di un sito privato che lo sembrerebbe, ma niente di istituzionale. Sì, uno dei monumenti più visitati del mondo non ha un suo sito web! Davvero non posso lamentarmi se aspetto di avere un laboratorio d’arte dal 2006, no, davvero no.
Ma continuerò a chiederlo.

Federico

Approfondimenti

http://www.federicocaramadre.com/educational/vangogh/

https://www.facebook.com/pages/Van-Gogh-Project/195119963969517

http://www.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-7fc9e5b6-48c8-4e08-bbe6-685540e6a727.html